Paolo Spessotto, Uniplast: quella volta che l’invoice trading ci ha salvato

Paolo Spessotto, Uniplast: quella volta che l’invoice trading ci ha salvato

La testimonianza di Paolo Spessotto, direttore finanziario di Uniplast, azienda di Oderzo (Treviso) e cliente CashMe da tre anni con oltre un milione di euro di fatture cedute sulla nostra piattaforma.

Ci sono stati dei mesi in cui CashMe mi ha letteralmente salvato… la vita”. Non usa mezzi termini Paolo Spessotto, direttore finanziario di Uniplast, azienda di Oderzo (Treviso) fondata e diretta dal 1977 dalla famiglia Lesimo, e specializzata nella produzione di profili in materiale plastico per il settore del mobile, dell’illuminazione, dell’edilizia e dell’automazione. L’azienda è stata tra i primi clienti di CashMe e vanta oggi un fatturato superiore ai tre milioni di euro.

Dottor Spessotto, qual è oggi la situazione aziendale di Uniplast?

Siamo un’azienda a conduzione familiare giunta ormai alle soglie della seconda generazione, tra le pochissime aziende italiane specializzate nell’estrusione della materia plastica. Siamo in 20 dipendenti, in provincia di Treviso, e serviamo clienti in tutta Italia e in Spagna nella filiera del mobile e dell’illuminotecnica. Ad oggi stiamo attraversando un vero e proprio momento di passaggio generazionale, previsto e anticipato con lungimiranza dal fondatore e dalla sua consorte: i tre figli del dottor Lesimo sono in azienda da oltre dieci anni e siedono nel CDA, ricoprendo rispettivamente il ruolo di responsabili di produzione, commerciale Italia e commerciale estero.

Qual è il suo ruolo in Uniplast?

Lavoro in Uniplast da oltre 12 anni come responsabile finanza e amministrazione aziendale. Sono entrato in azienda nel 2008 nei mesi precedenti la crisi economica, quando crescevamo con mezzi nostri e le banche non avevano ancora inaugurato la stagione del “credit crunch” verso l’economia reale. Da allora, molte cose sono cambiate: abbiamo diversificato i mercati di sbocco, dal mobile all’illuminotecnica, e ampliato il bacino clienti verso la brianza e Milano per salvaguardare il fatturato e i posti di lavoro.

Come è venuto a conoscenza di CashMe?

È stato grazie al consiglio di un amico commercialista e consulente del lavoro. Era il 2017 e siamo stati tra i primi clienti della piattaforma, subito conquistati dalla facilità e dalla trasparenza di tutto il processo. A tre anni di distanza abbiamo ormai abbondantemente superato il milione di euro di fatture cedute tramite CashMe.

Quali sono stati i benefici per la vostra azienda?

Ci sono stati mesi in cui CashMe mi ha letteralmente salvato la vita, quando i fidi con le banche erano pieni e avevamo bisogno di liquidità immediata per finanziare il capitale circolante e pagare i fornitori. L’anticipo fatture toglie un bel po’ di castagne dal fuoco e riduce l’esposizione verso le banche: quando queste ultime non sono più le tue uniche linee di credito, hai un potere contrattuale maggiore in fase di rinnovo dei fidi.

Ci sono state difficoltà nel cedere le fatture dei vostri clienti?

Abbiamo iniziato fin da subito a cedere le fatture di un nostro cliente molto importante. Devo dire che non ho trovato eccessiva resistenza neppure tra gli altri clienti, quando è stato chiesto loro di effettuare i bonifici verso indirizzi diversi dal nostro: più resistenza ho trovato tra quegli amici e colleghi che lavorano nei reparti amministrazione di altre aziende e a cui ho raccontato la mia esperienza con l””invoice trading”, ma credo che sia abbastanza normale che una nuova tecnologia abbia bisogno di un po’ di tempo per farsi conoscere e apprezzare dal mercato.

 

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