Startup italiane: fintech e IoT tra i settori più promettenti 

Startup italiane: fintech e IoT tra i settori più promettenti 

Il mondo delle startup innovative in Italia sta attraversando un periodo di crescita costante, permettendo al Paese di uniformarsi ad un avanzamento della tecnologia sempre più persistente e necessario.

Secondo gli ultimi dati emessi dal Registro delle Imprese, riguardanti i primi tre mesi del 2017, è emersa una crescita delle start up innovative in Italia, vedendo un aumento percentuale del 2% rispetto all’anno precedente. Si parla di numeri irrisori se confrontati al resto del panorama delle startup innovative dei paesi più sviluppati, ma che, in ogni caso, confermano uno sviluppo importante nel sistema economico e culturale italiano.
Il report afferma come la maggioranza delle start up in questione operi nel settore dei servizi (come la produzione di software e consulenza informatica) e che solo 988 su un totale di 6.880 startup innovative, sia a prevalenza femminile. Da un punto di vista geografico invece, il Sud con Campania, Sicilia e Puglia in testa, sta pian piano macinando terreno, registrando una crescita di nuove realtà imprenditoriali, ma la Lombardia con Milano ed il Trentino Alto Adige, rimangono in cima alla classifica delle regioni con la maggiore presenza di start up innovative.

Gli investimenti nelle startup italiane nel primo trimestre del 2017. Fonte: StartupItalia!

Per quanto riguarda, nello specifico, le startup fintech, l’anno in corso sembra riconfermare il trend estremamente positivo registrato nel 2016: quasi 18 miliardi sono già stati investiti in imprese tecnologiche legate al mondo della finanza a livello globale. In Italia molte sono le iniziative di finanziamento a sostegno di queste nuove realtà, soprattutto da parte di grandi Banche e Gruppi Assicurativi, i quali mostrano sempre di più un notevole interesse nello stringere partnership di tipo strategico. Questo per inglobare competenze innovative all’interno dei propri processi tradizionali e rimanere così al passo con gli sviluppi in ambito tech. Nonostante risulti difficile credere che piccole startup fintech possano “rubare” terreno a grandi player del settore finanziario oramai consolidati nel tempo, è anche vero che cooperazioni tra i due sembrano oramai inevitabili. Si tratta delle cosiddette “Fintegrations”, sinergie strategiche volte ad integrare competenze innovative in ambiti specifici come quelli dei Big Data, IoT e dispositivi wearable.

L’efficienza che caratterizza le procedure messe in atto dalle start up innovative è difficilmente scalabile dai grandi player del settore poiché, la loro acquisizione nativa richiederebbe uno stravolgimento di modelli di business già consolidati nel tempo. Per questa ragione, i grandi Istituti finanziari non temono di investire ingenti capitali per instaurare partnership con queste nuove realtà, mirando al raggiungimento di quel processo di trasformazione digitale che sta investendo l’economia a livello sistemico, chiave di una competitività sempre più dinamica.

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