Prestiti alle PMI: le garanzie e l’alternativa dell’invoice trading

Prestiti alle PMI: le garanzie e l’alternativa dell’invoice trading

Quali sono le garanzie per i prestiti alle PMI previsti dal Decreto Liquidità, e quale potrebbe essere il ruolo dell’invoice trading nel fornire un supporto alternativo alle esigenze finanziarie delle imprese.

Quattrocento miliardi di euro di prestiti alle imprese, di cui 200 miliardi dedicati al mercato interno e 200 miliardi dedicati al sostegno all’export. Sono questi i numeri del “Decreto Liquidità”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale giovedì 9 aprile, e che porta a oltre 750 i miliardi di euro le garanzie statali sui prestiti alle imprese insieme ai fondi stanziati dal decreto “Cura Italia”. Per le PMI prestiti con garanzia al 100% fino a 25 mila euro, mentre per i prestiti di importo superiore le garanzie possono variare.

Prestiti fino a 25 mila euro senza valutazione del merito creditizio

L’accesso alle garanzie statali sui prestiti alle imprese italiane colpite dalla pandemia di Covid-19 passa attraverso due canali di accesso: il Fondo di Garanzia per le PMI (Mediocredito Centrale e Ministero dello Sviluppo) per imprese fino a 499 dipendenti e la società pubblica Sace, per imprese più grandi ma non solo.

Nel dettaglio, il “Decreto Liquidità” prevede una garanzia del 100% sui prestiti fino a 25 mila euro (ed entro il 25% del fatturato) per PMI e professionisti che ne facciano richiesta alle banche senza alcuna valutazione del merito di credito, e quindi senza attendere il “via libera” da parte del Fondo di Garanzia.

Da questa settimana, sul sito fondidigaranzia.it è disponibile il modulo tramite cui lavoratori autonomi, professionisti titolari di partita IVA e imprese fino a 499 dipendenti possono chiedere alle banche la garanzia del 100% su prestiti fino a 25mila euro (ed entro il 25% del fatturato).

L’accesso alla domanda di finanziamenti è gratuito. Per i prestiti fino a 25 mila euro il tasso di interesse è stabilito in rapporto al Rendistato con una maggiorazione dello 0,2%. Le commissioni sono pari allo 0,25% il primo anno, a salire negli anni successivi.

La garanzia sui prestiti di importo superiore, fino a 5 milioni di euro, copre invece solo il 90% dell’importo totale, ma può arrivare al 100% nel caso in cui il rimanente 10% sia garantito dai Confidi per le imprese di massimo 499 dipendenti, con fatturato fino a 3,2 milioni di euro e fino a un quarto dei ricavi.

Il ruolo dell’invoice trading in alternativa ai prestiti bancari per le PMI

In questo contesto l’invoice trading, ovvero l’anticipo di fatture online, mantiene il suo ruolo di strumento alternativo a quello bancario per supportare la ripartenza delle PMI. Infatti, se da un lato la richiesta da parte delle imprese si sta facendo e si farà sempre più importante, dall’altro lato gli investitori istituzionali continueranno a fornire il proprio supporto con iniezioni di liquidità, benché con nuove politiche di assunzione del rischio che inevitabilmente dovranno rispecchiare il mutato scenario.

Queste settimane sono servite anche a noi di CashMe per reimpostare l’attività e le politiche di valutazione dei portafogli. Sappiamo quanto siano importanti, soprattutto in questo contesto, la velocità di risposta, la flessibilità e la chiarezza, e queste rimangono le nostre prerogative per continuare a sostenere le PMI Italiane in questo momento di difficoltà, anche se con paradigmi diversi.

Oltre all’invoice trading, stiamo lavorando per aumentare la gamma di soluzioni a disposizione dei nostri clienti: anche noi, quindi, ci stiamo preparando per supportare la “fase 2” delle PMI Italiane.

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