Il credit crunch in Italia: le banche chiudono i rubinetti del credito alle imprese

Il credit crunch in Italia: le banche chiudono i rubinetti del credito alle imprese

Il credit crunch, ovvero la contrazione delle erogazioni di prestiti da parte delle banche, verso le piccole e medie imprese rallenta la ripresa economica italiana.

In cosa consiste il credit crunch? Si tratta di un fenomeno che si verifica quando gli istituti di credito, dopo un periodo di espansione, alzano i propri tassi di interesse e/o chiedono maggiori garanzie ai propri debitori, chiudendo così l’accesso al credito a tutte quelle imprese che non riescono a permettersi di prendere in prestito somme di denaro così onerose.

In particolare, in Italia, secondo un recente studio della Confocommercio, viene finanziato solo l’11% di PMI entro i nove addetti, mentre, le grandi imprese, vedono quasi quadruplicarsi i tassi di finanziamento.
E’ chiaro che, con questa situazione, rimane molto difficile per le imprese italiane, tornare a crescere e ad essere più solide finanziariamente.

Dinamica dei prestiti bancari alle imprese medio-grandi e alle imprese piccole tra dicembre 2014 e febbraio 2017.

Fonte: Ufficio Studi Confartigianato

Questo stato di crisi sistemica, che ha fatto registrare una perdita di 31 miliardi di euro tra il 2010 e il 2016, ha portato le imprese ad affidarsi a nuove e alternative fonti di finanziamento. Ecco che le PMI italiane si orientano tra pir, mini bond, fondi di garanzia pubblici, ricorrendo anche al fintech, ovvero la fornitura di servizi finanziari attraverso avanzate formule tecnologiche, nel quale rientrano strumenti come Peer-to-Peer Lending, Equity Crowdfunding e l’online Invoice trading. Questi ultimi tipi di finanziamento, vista la natura altamente tecnologica del servizio, sono spesso adottati da imprese che operano nell’ambito dell’Ict.

Ma come funzionano questi servizi di finanza alternativa? Si tratta spesso di piattaforme web che fondano il proprio core business sulla cessione di crediti alle piccole e medie imprese. In questo modo, è possibile monetizzare le fatture senza bisogno di ricorrere ai finanziamenti da parte delle banche.
In tale contesto, rientra ad esempio lo strumento dell’invoice trading che consiste nella cessione dei crediti commerciali delle imprese vantati tramite le fatture ad investitori che sono disposti ad acquistarli, grazie a piattaforme specializzate come quella di CashMe.

In Italia queste nuove forme di finanziamento alternativo, seppur in costante crescita, non hanno ancora raggiunto i livelli di adozione che sono invece presenti in altri paesi, a causa di una serie di barriere di tipo normativo, ma anche a causa di una certa diffidenza verso questi strumenti di finanziamento totalmente digitalizzati.

Data la difficoltà sempre più conclamata di accedere a finanziamenti da parte degli istituti di credito tuttavia, gli strumenti di finanza alternativa diverranno naturalmente sempre più necessari e utili alle imprese che hanno bisogno di liquidità nel breve termine al fine di contrastare il fenomeno del credit crunch.

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