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I risultati dell’ultima indagine semestrale BCE sul rapporto tra banche e piccole e medie imprese, europee e italiane, e le prospettive per il medio periodo.

 

 

La crisi di liquidità delle piccole e medie imprese italiane ed europee potrebbe durare ancora diversi mesi. Complici la mancata ripresa dei consumi, le difficoltà di accesso al credito bancario e una riduzione dei tassi di finanziamento più lenta rispetto alla media dei maggiori Paesi europei.

Secondo l’ultima indagine semestrale condotta dalla Bce la prima vulnerabilità finanziaria per il 27% delle PMI europee dipende dalle persistenti difficoltà di vendita dei propri prodotti, in crescita di due punti percentuali nell’arco di un semestre e di ben sette punti in un anno.

L’indagine, che ha riguardato 11.725 aziende (di cui il 91% con meno di 250 dipendenti) tra marzo e aprile 2016, ha evidenziato inoltre come per le piccole e medie imprese italiane permangano inoltre evidenti difficoltà di accesso al credito bancario.

Se la media europea di PMI che riscontrano ostacoli di varia natura nell’accesso al credito bancario è calata dal 14% al 12%, in Italia questa percentuale non scende al di sotto del 13%. Allo stesso modo, solo il 15% delle PMI italiane ha rilevato un calo dei tassi di finanziamento, contro il 40% della media dei maggiori Paesi europei.

Criticità che si traducono in un indebolimento delle risorse a disposizione delle aziende per pagare fornitori, dipendenti e investire in ricerca e sviluppo: per quanto riguarda il cashflow, il 19% delle PMI italiane segnala un livello di liquidità disponibile inferiore alla media del precedente periodo, rispetto all’11% della media continentale.

 

finanziamenti pmi

Le difficoltà di accesso ai finanziamenti bancari per le PMI nell’Eurozona

(Fonte: ecb.europa.eu)

 

 

La finanza alternativa in soccorso delle PMI

 

A fronte della persistente crisi di liquidità e del doppio metro applicato dalle banche nei confronti di PMI e aziende di maggiori dimensioni (di cui solo lo 0,5% si è visto rifiutare un prestito, contro l’8% delle PMI) la finanza alternativa oggi costituisce uno strumento maturo e consolidato per far fronte alle esigenze finanziarie delle imprese stesse.

Secondo l’ultima ricerca pubblicata da Amicus Finance, infatti, il valore del settore della finanza alternativa nel Regno Unito è raddoppiato negli ultimi due anni.

Grazie alle nuove piattaforme digital-first le piccole e medie imprese possono sia diversificare le loro fonti di finanziamento, tramite il P2P lending o l’equity crowdfunding, sia monetizzare immediatamente sui propri crediti commerciali pendenti cedendoli a investitori qualificati, tramite l’invoice financing.

Nello specifico, con la nostra piattaforma di invoice financing – CashMe – le PMI che necessitano di liquidità immediata potranno cedere le loro fatture non ancora incassate a investitori professionali, in base a un sistema competitivo di aste online grazie al quale la fattura verrà venduta al miglior offerente.

In quest’ottica e alla luce dell’indagine BCE la finanza alternativa non è più, come titolava il Financial Times ormai due anni orsono, solo una “grande speranza per le PMI”, ma diventa una concreta opzione per diversificare le fonti di finanziamento e ridurre la dipendenza dal canale bancario.

In Rete, fino a prova contraria, non esistono clienti di Serie A e di Serie B.

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Una risposta

  1. Noi siamo una impresa che ha girato in nove anno € 2.500.000,00 ed adesso la Montepaschi con un semplice fido di € 20.000,00 garantito dalla UNIFIDI non ci da un incremento.
    Ci siamo aggiudicati un lavoro a Bricherasio (TO) che si puo’ cedere il credito .
    Ci devono dare in giro circa € 60.000,00 .
    Ci riuscite a dare anche un piccolo affidamento per fronteggiare il lavoro che altrimenti andrebbe a rischio
    Saluti
    SAPI SRL
    P.IVA 03065760831

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