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Una panoramica essenziale sulla fatturazione elettronica: da come funziona al suo ruolo nella strategia digitale europea fino agli incentivi messi in campo dallo Stato e ai risparmi rispetto alla controparte cartacea.

Il processo di digitalizzazione delle imprese include anche il passaggio dalla conservazione e lo scambio dei documenti in formato cartaceo a quello elettronico. Dallo scorso anno nel nostro Paese è stato introdotto l’obbligo di ricorrere alla fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione, mentre non sussistono obblighi nei rapporti tra privati e il dato per il B2B, benché in crescita, è ancora minoritario: secondo l’Osservatorio del Politecnico, nel 2015 sono state scambiate in formato elettronico 80 milioni di fatture B2B, appena il 6% del totale.  Vi sono però tante buone ragioni per le imprese per passare allo strumento digitale anche nella fatturazione verso i privati: insieme scopriamo cinque cose da sapere sul digital invoicing B2B.

Fatturazione elettronica tra privati

Il punto dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione del Politecnico di Milano sulla diffusione dell’innovazione digitale nel B2B in Italia.

Come funziona

Le fatture elettroniche tra privati possono essere di tre tipologie: analoghe a quelle emesse verso la Pubblica Amministrazione, quindi firmate, in formato strutturato e conservate a norma; inviate tramite Electronic Data Interchange (EDI), senza l’obbligo di firma, e quelle digitali non strutturate. Per ricavare realmente un vantaggio dal documento elettronico rispetto al cartaceo è necessario che sia in formato elaborabile dai sistemi informativi, senza quindi la necessità di trascrivere manualmente in un momento successivo i dati a sistema. La fatturazione elettronica ha ovviamente valore fiscale esattamente come quella cartacea.

C’è uno strumento digitale pubblico gratuito per le imprese

Il Decreto Legislativo n.127, approvato il 5 agosto scorso ha aperto dal 1 luglio di quest’anno, in fase di test, l’utilizzo gratuito e volontario della piattaforma Sistema di interscambio (SDI) per la fatturazione elettronica verso l’Agenzia delle Entrate, incentivata tramite semplificazioni amministrative, ma anche verso i privati. La piattaforma è già utilizzata per l’invio di fatture verso la Pubblica Amministrazione, che invece è obbligatorio.  La fase di test dovrebbe terminare a breve nel mese di ottobre, mentre il lancio definitivo è previsto a partire dal primo giorno del prossimo anno.

Dà accesso a benefici fiscali

Sempre lo stesso decreto ha stabilito come incentivo che le imprese e i lavoratori autonomi che adotteranno strumenti di pagamento tracciabili per tutte le transazioni sopra i 30 Euro otterranno la riduzione di un anno dei termini di accertamento un beneficio fiscale dall’Agenzia delle Entrate. Per usufruirne è però necessario che tutte le transazioni siano rintracciabili: il metodo più semplice per dimostrarlo è proprio il ricorso alla fatturazione elettronica.

È conveniente e permette di risparmiare

Il sopracitato Osservatorio ha calcolato che, rispetto al tradizionale documento cartaceo, la fatturazione elettronica consenta un risparmio medio tra 7,5 e 11,5 Euro a fattura, legato principalmente al ridotto impiego di personale nelle diverse fasi operative, dalla stampa alla conservazione. Guardando poi alla gestione completa del ciclo dall’ordine all’incasso il risparmio si alza a una forchetta tra i 25 e i 65 Euro.

L’Unione Europea vuole renderla predominante entro il 2020

Nel 2010 la Commissione Europea ha elaborato il documento “Reaping the benefits of e-Invoicing for Europe”, con il quale ha individuato una serie di azioni da adottare per incentivare il ricorso da parte delle imprese, soprattutto le PMI, alla fatturazione elettronica, invitando inoltre i singoli stati membri a promuovere la digitalizzazione dell’operazione a tutti i livelli. L’obiettivo è quello di rendere l’e-invoicing il metodo predominante di scambio delle fatture in Europa entro il 2020.

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