L’anno in cui le PMI di tutto il mondo scoprirono il fintech

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Oltre un quarto delle piccole e medie imprese a livello globale ha già fatto uso di servizi fintech in alternativa ai tradizionali canali bancari nel 2019. Ecco il perché di una rivoluzione.

Un imprenditore su quattro nel mondo alla guida di una PMI utilizza o ha utilizzato nell’ultimo anno servizi fintech per quanto riguarda le attività di pagamento, gestione dei flussi di cassa e finanziamento a breve e medio termine tramite strumenti di crowdfunding, prestiti P2P oppure invoice trading.

È quanto emerge dall’ultimo Global Fintech Adoption Index 2019, secondo il quale il 25% delle PMI ha già adottato almeno un servizio fintech in azienda, mentre il 90% è disponibile a condividere i propri dati con un fornitore di servizi finanziari alternativo a quello bancario, in cambio di un servizio personalizzato sulle proprie esigenze di business.

Sono sempre meno le PMI dipendenti dal solo canale bancario

Le PMI di tutto il mondo stanno quindi riducendo progressivamente la propria dipendenza nei confronti degli istituti di credito tradizionali, attirate dalla flessibilità dei servizi digitali offerti dalle fintech. Una flessibilità che le banche non sono ancora in grado di offrire: secondo il report The Power of Personalization in Banking 2018 oltre il 94% degli istituti di credito tradizionali non è in grado oggi di rispondere alle esigenze di personalizzazione del servizio richieste dalle aziende.

L’emancipazione dal canale bancario è da tempo un fenomeno noto in tutto il mondo, Italia compresa: come riportato dal Sole 24 Ore, tra il 2011 e il 2019 il credito bancario è calato da 914 a 668 miliardi di euro, ma le PMI sono riuscite a sopravvivere alla morsa del “credit crunch” ricorrendo all’autofinanziamento e a strumenti di finanza alternativa. Oggi, solo il 4% delle piccole e medie imprese dipende ancora principalmente da una banca per il proprio finanziamento.

Il fintech è (anche) uno strumento di negoziazione

Le banche sono condannate a una rapida estinzione? No, ma la disponibilità di soluzioni di finanziamento alternative, che vanno dall’anticipo fatture online al crowdfunding, dal direct lending ai minibond, è così vasta da consentire alle PMI di poter rinegoziare in qualsiasi momento le condizioni offerte dagli istituti di credito tradizionali.

Come sottolineato in altre interviste pubblicate su questo blog, la possibilità per le PMI di cedere fatture non incassate tramite una piattaforma di invoice trading come CashMe consente infatti di sedersi al tavolo di una banca con un maggiore potere contrattuale in fase di rinnovo dei fidi, o di facilitare l’accesso al credito in condizioni difficili come quelle di un concordato preventivo. Considerando il contesto italiano, non sorprende che l’invoice trading sia già oggi il settore di punta della finanza alternativa nel nostro Paese.

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