PMI: l’anticipo fatture online per sostenere l’export

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Per far fronte ai possibili ritardi nei pagamenti dei crediti commerciali pendenti da parte dei clienti esteri, l’anticipo fatture online oggi costituisce un’alternativa al tradizionale canale bancario.

Una frenata progressiva, non avvertita chiaramente, ma non per questo meno importante. Secondo l’ultima fotografia scattata da Confindustria il quarto trimestre è stato contrassegnato da una diffusa stagnazione, mentre perfino l’export delle PMI italiane è cresciuto non più del 3,2%, sostenuto per lo più da vendite extra-UE (Giappone e Svizzera in primis). Segno meno o in contrazione per le esportazioni verso Medio Oriente, Sud America e Cina: le prospettive restano deboli, a causa di dazi USA e incertezze geopolitiche globali che costringono le PMI ad attrezzarsi per far fronte a mutate condizioni di mercato.

Il ritardo dei pagamenti in un contesto globale

Risale alla fine del 2018, invece, un’altra indagine realizzata da Barometro Atradius sui tempi di riscossione dei crediti commerciali pendenti da parte delle PMI italiane impegnate negli scambi con l’estero. Realizzato su un campione di tremila aziende di 13 Paesi dell’Europa Occidentale, l’indagine – ancora attuale – rivela come siano ben oltre otto su dieci le PMI italiane che lamentano ritardi sui pagamenti delle fatture da parte dei propri clienti stranieri (rispetto al 91% delle fatture sul mercato domestico).

In un contesto globale contrassegnato dalla globalizzazione e da relazioni per lo più impersonali e a distanza con clienti e fornitori, la puntualità è un fattore cruciale per la competitività di una PMI: puntualità nella consegna degli ordini, puntualità nell’emissione e pagamento delle fatture verso i fornitori e da parte dei clienti dell’azienda stessa. Ma se sull’operatività quotidiana l’azienda può avere il pieno controllo, grazie a un mix accorto di nuove tecnologie e una consolidata conoscenza del business, per quanto riguarda la gestione dei flussi di cassa i procedimenti tradizionali potrebbero rivelarsi già obsoleti da tempo.

L’invoice trading a sostegno dell’export

Un ritardo nei pagamenti da parte dei clienti può infatti avere conseguenze dirette sulla propria capacità di pagare i propri fornitori, ma anche gli intermediari che si occupano della logistica e della distribuzione in Paesi lontani e spesso inaccessibili agli stessi imprenditori. In questo contesto è importante assicurarsi per tempo l’accesso a strumenti alternativi che consentano di mantenere entro i limiti di guardia il proprio capitale circolante, a prescindere dai ritardi dei clienti o dal rifiuto delle banche di concedere credito.

Tra questi strumenti di finanza alternativa si distingue oggi l’invoice trading, la moderna versione dell’anticipo fatture, realizzato attraverso piattaforme online come CashMe (che serve clienti esteri di tutta l’area UE). Come ricordato recentemente in un articolo di Entrepreneur, l’invoice trading consente alle PMI che fanno affari con l’estero di smobilizzare in tempi rapidi i propri crediti commerciali pendenti nei confronti di aziende estere, a condizione che queste ultime possano invece disporre di un rating affidabile.

Dal punto di vista della gestione del capitale circolante, la tecnologia fintech (financial technology) consente infatti di ottenere lo stesso risultato pur riducendo notevolmente i tempi, i costi e i requisiti richiesti dalle banche per concedere l’anticipo sulle fatture non incassate verso il mercato domestico e internazionale. In un contesto in cui un ritardo di pochi giorni nei pagamenti può fare la differenza nel futuro a breve termine di un’impresa e nella sua capacità di soddisfare le esigenze dei clienti, non sorprende che già oggi l’invoice trading sia uno degli strumenti di finanza alternativa a più rapida diffusione tra le aziende italiane.

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