Invoice trading e crowd-lending: quale scegliere per la tua impresa

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Invoice trading e lending crowdfunding sono soluzioni alternative ai tradizionali canali bancari per le esigenze di liquidità delle imprese nel breve e medio periodo. Vediamo perché.

Invoice trading e lending crowdfunding, assimilati recentemente dal Politecnico di Milano nella grande famiglia del “crowdinvesting”, sono in realtà due diverse opzioni a disposizione delle PMI per soddisfare le esigenze di liquidità nel breve e medio periodo. Per quanto il settore della finanza alternativa sia ancora all’inizio del suo sviluppo nel nostro Paese, è infatti importante approfondire le caratteristiche dei singoli strumenti per scegliere consapevolmente quello che meglio si adatta alle esigenze della propria azienda.

Invoice trading e lending crowdfunding: tempistiche e opportunità

Comodità, trasparenza, tempistiche: sono queste le tre variabili che una piccola e media impresa deve tenere in considerazione al momento di scegliere tra invoice trading e lending crowdfunding. La seconda opzione, infatti, prevede solitamente tempi più lunghi di smobilizzo dei capitali, pur consentendo all’impresa di “celare” la propria identità fino al momento dell’investimento vero e proprio (nel cosiddetto “modello diffuso” di social lending, dove ogni prestito è spezzettato in tanti piccoli investitori).

L’invoice trading, pur collocato come abbiamo visto dal Politecnico all’interno del “crowdinvesting”, si differenzia dal lending crowdfunding per i tempi ridotti di gestione delle pratiche e la presenza di pochi investitori istituzionali (a differenza del Regno Unito, inoltre, in Italia non è possibile “spezzettare” le fatture tra più operatori). L’invoice trading viene quindi solitamente scelto dalle imprese per esigenze di breve termine (per pagamento fornitori, etc.) per finanziare il capitale circolante tramite la cessione dei crediti commerciali pendenti.

Il contesto italiano

Fin qui la teoria: a differenza di ecosistemi più sviluppati, come quello del Regno Unito dove la finanza alternativa è da anni un settore consolidato e giunto a piena maturazione, in Italia la scelta tra invoice trading e lending crowdfunding dipende in alcuni casi anche da una valutazione dei differenti volumi di capitali destinati ai due settori e quindi delle concrete possibilità di poter ottenere un finanziamento diretto o con modello “diffuso”.

Secondo P2PLending Italia, nel secondo trimestre 2019 i volumi di invoice trading sono saliti a 268 milioni di euro, mentre il lending crowdfunding a medio e lungo termine alle imprese ha raggiunto solo i 30 milioni di euro di nuovi prestiti: considerando i volumi delle richieste di finanziamento negate dal sistema bancario, non è escluso che l’invoice trading possa diventare nel nostro Paese una forma di finanziamento utile a sostenere – del tutto o in parte, e solo in alcuni casi particolari – anche pagamenti e investimenti non esclusivamente di breve termine, funzionali allo sviluppo dell’impresa e al suo consolidamento nei confronti dei competitor.

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