Fintech: più educazione, regole e partnership per crescere in Italia

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L’analisi di Mattia Ciprian, co-fondatore e presidente di modefinance: “più partnership, educazione finanziaria e sandbox per agevolare lo sviluppo del fintech in Italia”.

Ogni crisi è un’opportunità: la pensa così Mattia Ciprian, presidente e co-fondatore di modefinance, prima agenzia di rating fintech in Italia e in Europa per imprese e banche, intervistato per il blog di CashMe. “A fronte di un’evoluzione del sistema tradizionale, con conseguente diminuzione dell’assunzione di rischio – dichiara Ciprian – è aumentato il ricorso ai minibond e soluzioni fintech di crowdfunding, crowdinvesting, factoring e invoice trading per rispondere alle esigenze di liquidità e credito da parte del tessuto imprenditoriale italiano”.

Calano i prestiti bancari, cresce la domanda di finanza alternativa

Secondo i dati elaborati dall’osservatorio di Credito Confesercenti, sui dati della Banca d’Italia, a giugno 2019 i prestiti bancari alle imprese non finanziarie sono diminuiti di 45 miliardi rispetto all’anno precedente (-6,4% in 12 mesi). Contrazione a cui ha fatto seguito un ricorso a fonti alternative di credito, rese accessibili da soluzioni fintech. “Recenti studi – commenta Ciprian – dimostrano come tutti i flussi di finanziamento siano in aumento, trainati fortemente da private equity, dal lending e dall’invoice trading, con spazi di crescita futura decisamente ampi”.

Tra i canali di finanza alternativa a maggior tasso di crescita, con volumi che sfiorano il miliardo di euro, emerge l’invoice trading. “L’anticipo fatture online conserva ancora ampia marginalità di sviluppo: basti pensare che, a Giugno 2019, l’ammontare delle fatture cedute segnava un +90% rispetto all’anno precedente”. Velocità di risposta al cliente, comodità e facilità di utilizzo sono tra i motivi all’origine del successo di forme di finanza alternativa come l’invoice trading, secondo Ciprian, e che lo rendono appetibile anche ai soggetti meno propensi all’adozione di soluzioni tecnologiche.

Il futuro del fintech secondo Mattia Ciprian

La strada da fare, tuttavia, è ancora lunga. Secondo il Politecnico, a dicembre 2018 la percentuale di mercato del supply chain finance non servito dagli intermediari tradizionali e non ancora raggiunto dalle fintech ammontava al 70% su un totale di 465 miliardi di euro “Vuoi per la scarsa formazione in merito, vuoi per la difficoltà a modificare il proprio status quo, le regole interne di gestione dell’impresa, in Italia più forti che altrove – commenta Ciprian – le soluzioni fintech occupano ancora una fetta minoritaria del mercato ma comunque in rapida espansione”.

La comunicazione, che spesso assume i tratti di una vera e propria eduzione all’uso consapevole delle nuove tecnologie, la creazione di “sandbox” regolamentate, entro cui lavorare per favorire lo nascita di soluzioni sempre più all’avanguardia, e le partnership tra intermediari tradizionali e startup sono le premesse fondamentali di qualsiasi ulteriore sviluppo del settore. “La partnership tra fintech e banche, soggetti tra loro complementari – conclude il co-fondatore di modefinance – è ad oggi il percorso più efficace per sostenere al meglio il sistema produttivo delle imprese italiane”.

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