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Secondo i dati elaborati dal Cambridge Center for Alternative Finance il settore fintech a livello globale ha fatto registrare una crescita del 12% anno su anno, soprattutto nei Paesi dove il lockdown è stato più rigido.

Non si ferma la crescita del fintech a livello globale: è questa la sintesi dell’ultima indagine realizzata dal Cambridge Center for Alternative Finance con il supporto della University of Cambridge Judge Business School, del World Bank Group e del World Economic Forum, su un campione di oltre 1.300 startup fintech attive in tutto il mondo. Il settore, infatti, ha fatto registrare nel complesso una crescita del 12% rispetto al 2019 in termini di volumi e transazioni, pur in un anno imprevedibile come quello appena trascorso.

Il risultato appare tanto più importante quanto più il settore non ha beneficiato – secondo gli autori del report – di un significativo supporto a livello istituzionale: non sono poche, infatti, le startup che hanno dovuto fare i conti con uno scarso sostegno dal punto di vista economico e delle agevolazioni fiscali, nonostante la crisi economica tuttora in corso, e che non sono state coinvolte nei pur diffusi programmi pubblici di sostegno al credito, che si sono appoggiati in larga misura sugli operatori finanziari “tradizionali”.

Le fintech, secondo il report del “CCAF”, sarebbero quindi riuscite a superare il momento più difficile della pandemia servendosi prevalentemente di mezzi propri: da un lato approfittando della propria intrinseca capacità di offrire servizi interamente fruibili da remoto, dall’altro modificando la propria offerta per venire incontro alle mutate esigenze dei clienti dal punto di vista della semplificazione dei processi e della riduzione dei costi, registrando tassi di crescita superiori nei Paesi dove il lockdown è stato più “rigido” che altrove.

Non sono poche, infine, le fintech che hanno adottato un approccio proattivo: il 60% delle startup ha lanciato nuovi prodotti e servizi sul mercato nel corso del 2020, mentre un ulteriore 30% è sul punto di farlo nei prossimi mesi dopo una prima fase di sperimentazione. Tra molte luci e qualche ombra, il 2020 si chiude quindi con un bilancio sostanzialmente positivo per un settore ormai uscito dalla sua fase iniziale di sviluppo e che si candida a diventare un attore sempre più importante nel panorama finanziario globale, incentivando anche gli operatori tradizionali a rinnovarsi e venire incontro alle nuove esigenze di famiglie e imprese.

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