Cristina Boscolo (Albis): la flessibilità dell’invoice trading per superare il lockdown

Albis international
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CashMe è uno strumento estremamente flessibile e non vincolante per quanto riguarda le cessione dei crediti: parola di Cristina Boscolo, membro del CdA di Albis International e cliente CashMe.


Il luogo è Roasio, una piccola e gradevole cittadina in provincia di Vercelli, in Piemonte. L’azienda è Albis International, esempio di quella piccola e media industria italiana che non ha mai smesso di innovare e di crescere in oltre vent’anni di attività, specializzandosi nella produzione di tessuto non-tessuto ad uso igienico e sanitario (in particolare pannolini per bambini e adulti), pur mantenendo una forte impronta familiare. La persona è Cristina Boscolo, membro della famiglia e del consiglio di amministrazione, punto di contatto tra Cashme e Albis International, un cliente per noi importante e che ha continuato a servirsi della nostra piattaforma di invoice trading anche nel momento più duro del lockdown.

Dottoressa Boscolo, come è venuta a conoscenza di CashMe?

Premetto che non avevo mai sentito parlare dell’invoice trading prima di entrare in contatto con la vostra realtà. Ho scoperto CashMe, infatti, solo grazie ai consulenti del Gruppo Finservice (di cui CashMe fa parte dal 2019, N.d.R.) i quali – dopo aver analizzato attentamente le nostre esigenze – mi hanno messo in contatto diretto con Stefano Sainati.

Qual è il punto di forza dell’invoice trading rispetto ad altre soluzioni simili sul mercato?

Penso che si tratti di uno strumento estremamente flessibile, non vincolante, che consente di sviluppare soluzioni “su misura” per un’impresa come la nostra che ha clienti sia locali, sia multinazionali. Inoltre, trovo che sia molto importante il fatto che la cessione dei crediti sulla piattaforma avvenga solo nei confronti di operatori finanziari qualificati, anziché operatori industriali.

Cristina Boscolo fa parte
del CdA di Albis International

Quali sono stati gli effetti del lockdown sulla vostra azienda, e in che modo CashMe vi ha permesso di superare il momento più difficile?

Noi non abbiamo mai smesso di lavorare, per fortuna, e grazie a CashMe abbiamo potuto far fronte a tutte le necessità di cassa senza alcuna soluzione di continuità, come se si trattasse di un periodo di lavoro del tutto “normale” per fare business. Un risultato raggiunto, come dicevo, grazie alla flessibilità dello strumento e al dialogo continuo con Stefano Sainati e il resto del team: un canale diretto che non è mai venuto meno, soprattutto durante le prime settimane di lockdown.

Quali sono, secondo lei, gli aspetti che potrebbero essere ulteriormente migliorati?

Rispetto a un anticipo fatture bancario o a una società di factoring il costo del servizio è di poco più alto, ma non va assolutamente dimenticato il fatto che con l’invoice trading è possibile cedere solo una parte dei crediti anziché tutto il cliente, come avviene nel factoring. Il costo è, quindi, a mio parere più che giustificato dalla flessibilità dello strumento e dalla possibilità di operare anche in momenti dove le banche assumono solitamente un atteggiamento meno collaborativo nei confronti del cliente, come abbiamo visto durante il periodo appena trascorso.

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