Vendite a credito e pagamenti dilazionati: PMI sempre più sotto pressione

Vendite a credito, PMI sempre più sotto pressione
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Mentre raddoppia la percentuale di PMI che accetta pagamenti delle fatture oltre i 90 giorni, cresce in maniera significativa la percentuale di quelle che ricorrono alla vendita a credito verso il mercato domestico.

Le vendite a credito in Italia rappresentano oggi il 55% del totale, in crescita di 9 punti percentuali rispetto al 2018 e in linea con la media dell’Europa Occidentale, mentre la percentuale di piccole e medie imprese che accettano pagamenti delle fatture oltre i 90 giorni è praticamente raddoppiata anno su anno. È questo lo scenario a tinte variabili che emerge dall’ultimo Barometro sui comportamenti di pagamento di Atradius.

Il ricorso alle vendite a credito è rivolto principalmente ai clienti “domestici” delle aziende e ha come obiettivo quello di stimolare il mercato interno. Nel dettaglio, il 34% delle imprese italiane ha aumentato i volumi di vendite a credito rispetto al periodo pre-pandemia, a fronte di un 53% che invece non ha sperimentato variazioni significative secondo quanto si legge in un articolo del Sole 24 Ore.

Raddoppiano le PMI che accettano di ricevere il pagamento delle fatture oltre il massimo di 90 giorni

Interessante, come sempre, l’analisi sulle variazioni delle tempistiche di pagamento delle fatture: in un contesto come quello italiano, storicamente caratterizzato da ritardi nei tempi di pagamento e difficoltà di riscossione dei crediti, la pressione sui flussi di cassa delle imprese è ulteriormente cresciuta nel corso degli ultimi mesi, al punto che il 41% di esse ha dovuto rimandare a sua volta i pagamenti verso i fornitori.

Nel tentativo di interrompere questo circolo vizioso le aziende hanno deciso di organizzarsi spontaneamente, arrivando nel 30% dei casi a concedere rinvii compresi tra i 31 e 60 giorni dalla data prevista di pagamento delle fatture, nel 13% dei casi a rinvii compresi fra 61 e 90 giorni e nel restante 15% a 90 e più giorni. Solo il 43 è riuscito a concordare tempi di pagamento inferiori ai 30 giorni.

In questo contesto, è importante sottolineare come la percentuale di imprese che ha accettato di ricevere pagamenti oltre i 90 giorni sia pressoché raddoppiata rispetto all’8% della precedente rilevazione: un dato che va di pari passo con l’utilizzo sempre più diffuso di strumenti come l’invoice trading per la cessione dei crediti commerciali, che secondo le stime del Politecnico ha superato il miliardo di euro di volumi nell’ultimo anno, grazie soprattutto alla velocità e flessibilità di risposta alle mutate esigenze delle aziende.

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