Factoring: tre motivi per scegliere l’invoice trading

Differenza tra factoring, invoice trading e anticipo fatture
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Rispetto al factoring, l’invoice trading consente alle imprese una maggiore flessibilità nella cessione dei crediti e non prevede nessuna segnalazione in centrale rischi.

Factoring o invoice trading: quale scegliere? A uno sguardo non specializzato i due strumenti sembrano essere molto simili tra loro: entrambi si rivolgono alle imprese, prevalentemente PMI, interessate a cedere i propri crediti commerciali in cambio di liquidità immediata, per finanziarie il proprio capitale circolante senza dover ricorrere all’indebitamento bancario.

Nella realtà i due strumenti presentano importanti differenze. Tralasciando gli aspetti più propriamente giuridici, il factoring è a tutti gli effetti un contratto con cui una impresa cede ad un Factor i propri crediti esistenti e futuri. Il factor, in questo senso, deve essere un intermediario finanziario iscritto in un apposito albo della Banca d’Italia. L’invoice trading prevede invece la cessione, tramite piattaforme web specializzate, dei crediti ad una pluralità di investitori istituzionali.

Invoice trading e factoring, tre differenze importanti

Nessuna segnalazione in centrale rischi con l’invoice trading

La cessione dei crediti tramite factoring prevede necessariamente una segnalazione in centrale rischi, dal momento che il Factor è a tutti gli effetti un intermediario finanziario e opera spesso con soluzioni pro-solvendo oppure con forme di finanziamento garantite da crediti. L’utilizzo di una piattaforma di invoice trading, come CashMe, non prevede al contrario alcuna segnalazione in centrale rischi: tutte le cessioni avvengono infatti nella forma pro-soluto con l’effetto immediato di liberare liquidità immobilizzata e migliorare di conseguenza il rating bancario dell’impresa cedente.

Tempistiche più snelle rispetto al factoring

Le procedure del factoring, ormai consolidate, prevedono una serie di adempimenti burocratici “offline” che fanno lievitare i tempi dell’operazione: dal momento del primo incontro al momento dell’istruttoria possono volerci anche diverse settimane, rispetto alle 48 ore di una piattaforma di invoice trading (dove tutta l’operazione può svolgersi interamente online). Anche l’erogazione di liquidità è molto più rapida in questo secondo caso: in genere entro 3-4 giorni lavorativi dalla cessione del credito, a fronte dei da 15 giorni ad un mese abituali di un’operazione di factoring.

Maggiore flessibilità nella scelta dei crediti da cedere

La terza e ultima differenza fondamentale tra il factoring propriamente detto e l’invoice trading è nella maggiore flessibilità di quest’ultimo strumento. Se le società di factor sono solite lavorare per esclusiva, richiedendo la cessione dell’intero fatturato generato da un determinato cliente o pacchetto di clienti, l’invoice trading consente di cedere sia una sola fattura, sia di strutturare accordi di cessione ripetitiva, a seconda del bisogno e della convenienza dell’impresa cedente. Senza, tuttavia, vincolare l’azienda all’una o all’altra scelta.

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