Anticipo fatture: la velocità è tutto

Anticipo fatture: la velocità è tutto

Quanto tempo serve perché una banca conceda l’anticipo fatture, e quali sono i rischi dell’attesa? Tanti, troppi, rispetto alle necessità quotidiane delle Piccole e Medie Imprese.

L’anticipo fatture è per definizione una forma di finanziamento a breve termine per le piccole e medie imprese, che chiedono alla banca o a un altro soggetto abilitato di anticipare l’importo delle fatture emesse e non ancora pagate. Una pratica più diffusa di quanto si pensi, soprattutto in un Paese come l’Italia dove i tempi di pagamento medi delle fatture possono arrivare fino a tre mesi, in crescita anno su anno secondo l’ultima analisi compiuta da CRIBIS a fine 2018.

A breve termine, sì, ma fino a che punto? Oggi l’anticipo fatture da parte delle banche verso le PMI clienti è soggetto a una serie di condizioni mutevoli e che vanno spesso a ritardare oltre misura la concessione delle linee di credito, o a rivedere la percentuale totale dell’anticipo concesso secondo criteri che nulla hanno a che fare con le esigenze di liquidità dell’azienda che chiede l’anticipo su fatture non ancora pagate.

Se i clienti dell’impresa non sono ritenuti affidabili, o se la situazione debitoria dell’impresa richiedente va incontro a un peggioramento, la banca potrebbe infatti rifiutare l’anticipo o concederlo solo su una minima parte del credito esigibile. Con il risultato di non risolvere il problema di liquidità nell’immediato, o addirittura di peggiorarlo nel futuro.

Anticipo fatture: quando le banche possono rifiutarlo

La situazione può essere anche più grave di così: se da un lato le linee di credito di anticipo fatture possono con il tempo erodere quello che è il flusso di cassa operativo dell’azienda, dall’altro lato la presenza di più linee di credito aumenta l’esposizione finanziaria dell’azienda stessa con conseguenze negative in Centrale dei Rischi.

Questo avviene perché l’anticipo fatture bancario è nel 90% dei casi di tipo pro-solvendo e, pertanto, viene valutata non solo la solvibilità dell’impresa cliente che deve pagare la fattura, ma la solvibilità stessa dell’impresa che ha emesso quest’ultima nei confronti del prestito concesso dalla banca.

La tempistica, in questi casi, è la pietra angolare di tutta l’operazione: se la banca ritarda i tempi di concessione dell’anticipo fatture, se i clienti sono notoriamente lenti nel saldare il pagamento (un’eventualità, come abbiamo visto, tutt’altro che remota), l’impresa creditrice potrebbe trovarsi in una posizione sempre più critica e con conseguenze tutt’altro che positive sulla qualità e i tempi di lavoro, nonché ancora una volta sulla Centrale Rischi.

La soluzione? Cedere a titolo definitivo le fatture a un investitore istituzionale attraverso un portale digitale: quello che già fanno migliaia di imprenditori su CashMe, la piattaforma di anticipo fatture online che consente di cedere i propri crediti commerciali al miglior offerente.

Una soluzione – quella di CashMe – trasparente, efficace e soprattutto istantanea: dal momento della richiesta sono necessari solo due giorni per incassare il 90% dell’importo della fattura, mentre il saldo rimanente avviene al momento della riscossione definitiva della stessa da parte dell’investitore. Il tutto in maniera automatica e senza ulteriori “sorprese”.

Vuoi saperne di più? Visita il nostro sito o contattaci al numero 0308085393.

About the Author

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato