Anticipo fatture: cinque cose da sapere per non rischiare

Anticipo fatture: cinque cose da sapere per non rischiare

Sono numerosi i casi in cui l’anticipo fatture tradizionale in banca potrebbe rivelarsi controproducente per una PMI a corto di liquidità. Ne abbiamo selezionati cinque, tra i più diffusi.

Da sempre le PMI possono ottenere liquidità immediata tramite la cessione dei propri crediti commerciali a titolo definitivo o come garanzia di un prestito a un istituto di credito tradizionale. L’operazione, sulla carta vantaggiosa per quelle PMI a corto di liquidità, può tuttavia andare incontro a difficoltà impreviste che possono portare anche al rifiuto dell’anticipo fatture da parte della banca. Vediamo in quali casi.

Cinque motivi per cui una banca potrebbe rifiutare l’anticipo fatture

I clienti dell’impresa sono ritenuti non affidabili dalla banca: se il cliente a cui è intestata la fattura è notoriamente insolvente, o se si tratta di un privato protestato, la banca potrebbe non concedere l’anticipo fatture richiesto dall’impresa creditrice.

La situazione debitoria dell’impresa è in peggioramento: meno intuitivo è il fatto che la banca non si limiti a valutare il profilo di rischio dell’impresa che deve saldare la fattura, ma anche la situazione debitoria dell’impresa che ha emesso quest’ultima e a rifiutare l’anticipo fatture in contesti di merito creditizio non soddisfacente. Questo accade perché le normative europee impongono agli Istituti di credito accantonamenti sul capitale in base al merito creditizio dell’azienda finanziata, in particolare per le operazioni pro-solvendo.

L’impresa creditrice è un’azienda di nuova costituzione: la mancanza di uno storico creditizio, associato talvolta a una situazione patrimoniale non ancora consolidata, può portare la banca a non concedere l’anticipo fatture.

Il bisogno di liquidità è superiore all’importo concesso dalla banca: solitamente le banche anticipano una percentuale variabile tra l’80 e il 90% dell’importo totale della fattura, a prescindere dalle effettive esigenze di liquidità dell’impresa creditrice che in alcuni casi potrebbero essere maggiori.

Il bisogno di liquidità è urgente: le tempistiche delle banche non sono quelle del mondo produttivo. Weekend, ferie, orari ridotti di sportello, comunicazioni che si protraggono nel tempo. Se il bisogno di liquidità è immediato, difficilmente troverete un istituto di credito tradizionale disposto ad accelerare i tempi.

L’alternativa all’anticipo fatture bancario si chiama invoice trading

Non è tutto. Se è vero che i costi di un’operazione di anticipo fatture (tra tasso d’interesse, commissioni di istruttoria e di messa a disposizione dei fondi, eventuali garanzie eccetera) sono solitamente di importo unitario contenuto, su fatture di importo minore il costo da sostenere in termini percentuali può essere più ingente di quanto previsto.

In un contesto in cui aumentano le tempistiche dei pagamenti, mentre il rafforzamento patrimoniale delle PMI e il calo della rischiosità vanno incontro a un rallentamento (dati Cerved 2019), vedersi rifiutare un anticipo fatture potrebbe prolungare oltre misura le difficoltà di un’azienda a corto di liquidità. Per questo sempre più aziende si rivolgono alla finanza alternativa per sopperire agli ostacoli posti dal sistema bancario.

Consapevoli delle difficoltà incontrate da numerose PMI, noi di CashMe abbiamo infatti creato una piattaforma di “invoice trading” che consente alle aziende di cedere i propri crediti commerciali pendenti a investitori istituzionali, ricevendo entro due giorni dalla conferma della fattura il 90% dell’importo (e la restante parte ad avvenuta riscossione). A prescindere, in questo caso, dalla situazione debitoria dell’impresa cedente o da altre caratteristiche non direttamente collegate alla possibilità di riscossione del credito.

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