PMI: quanto costa (davvero) il ritardo nei pagamenti

PMI: quanto costa (davvero) il ritardo nei pagamenti

Il ritardo nei pagamenti alle piccole e medie imprese è uno dei problemi maggiori e più sentiti, anche nel Regno Unito.

Non solo in Italia dunque esistono questo genere di problemi. La lentezza con cui le grandi imprese provvedono a pagare le aziende di dimensioni più piccole è un ostacolo significativo all’efficienza e alla sostenibilità dell’intero settore produttivo: è questa la conclusione della ricerca ricerca “Time to act: the economic impact of poor payment practice”, condotta nel Regno Unito dall’organizzazione di categoria FSB, aggiornata a novembre scorso.

La prassi oramai consolidata per cui le imprese di grandi dimensioni pagano sempre in differita rispetto alle scadenze, mette a repentaglio la vita stessa delle piccole realtà aziendali, spingendole anche al fallimento o alla chiusura e spingendo così gradualmente in declino l’intero sistema imprenditoriale. Nel dettaglio il 30% dell’intero settore delle PMI viene pagato in ritardo, un ritardo che spazia da due settimane, nell’84% dei casi, fino a oltre un mese; il 37% delle piccole imprese afferma di subire danni ai propri flussi di cassa derivanti proprio da queste cattive abitudini di pagamento.

La percentuale dei pagamenti in ritardo alle PMI nel Regno Unito nel 2016. Fonte: FSB Late Payment Survey 2016

Ben cinque milioni e mezzo di piccole imprese britanniche sono quindi afflitte dal problema dei pagamenti in dilazione, e ciò nonostante la legge inglese stabilisca un tempo massimo di sessanta giorni per la liquidazione di pagamenti B2B. La conseguenza è uno squilibrio strutturale dell’intero sistema produttivo ed imprenditoriale, con le grandi imprese che si ingrandiscono ed arricchiscono gonfiando i propri flussi finanziari a disposizione, a discapito delle piccole realtà che invece sono costrette a sopravvivere nel breve tempo.

La soluzione? Una rieducazione generale del sistema imprenditoriale britannico verso una nuova cultura dei pagamenti. L’obiettivo è quello di evitare che gli attori finanziariamente più solidi possano approfittarsi della posizione subalterna e di dipendenza delle PMI, ristabilendo così una maggiore equità nel sistema imprenditoriale.

Da segnalare come la FSB abbia da tempo proposto, tra le altre cose, l’introduzione dell’obbligo per le grandi aziende di includere all’interno del proprio bilancio d’esercizio annuale una parte in cui vengano esplicitamente indicate tutte le informazioni sullo stato dei pagamenti in capo alle stesse, in modo che i fornitori possono avere una maggiore garanzia sulla loro capacità di pagare in tempo.

Anche in Italia il ritardo nei pagamenti alle PMI, non solo da parte della Pubblica Amministrazione ma anche di altre imprese e aziende private, è un serio ostacolo alla ripresa economica e produttiva. Una risposta innovativa al problema arriva dalla finanza alternativa: tra queste la possibilità di ricorrere all’invoice trading o invoice financing, ovvero la cessione dei crediti commerciali in cambio di liquidità immeditata su piattaforme come quella di CashMe.

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