L’invoice trading: cos’è e come funziona la soluzione fintech per le imprese

L’invoice trading: cos’è e come funziona la soluzione fintech per le imprese

L’invoice trading continua a raccogliere adesioni con una tendenza continuamente in crescita.

L’invoice trading continua a raccogliere adesioni con una tendenza continuamente in crescita: nel 2017 ha permesso di raccogliere risorse in quantità ben otto volte superiore rispetto all’anno precedente, come evidenziato dal 2° Rapporto italiano sul Crowdinvesting.

Una conseguenza della stretta creditizia delle banche che, nonostante la ripresa economica, continuano a ridurre le erogazioni alle imprese e in particolare alle PMI. Eppure le piccole e medie imprese italiane sono proprio quelle che da un lato hanno più bisogno di liquidità per restare solide e crescere e che, dall’altro lato, hanno meno responsabilità per lo stock di crediti deteriorati che affligge il sistema bancario.

Non sorprende quindi il crescente ricorso a soluzioni di finanzia alternativa – e in particolare fintech – per reperire liquidità, grazie anche alla rapida espansione dell’offerta dovuta all’evoluzione tecnologica portata avanti da startup innovative in tutto il mondo.

I ritardi nei pagamenti tra imprese: la differenza tra giorni concordati e giorni reali in Italia e in Europa. Fonte: Politecnico di Milano

Un metodo particolarmente efficace, trasparente e vantaggioso per le imprese per raccogliere liquidità in tempi brevi è appunto il ricorso all’invoice trading. Ma in cosa consiste?

Sulla piattaforma CashMe si svolge così: un’impresa che vanta un credito commerciale verso un’altra azienda mette in vendita la fattura sulla piattaforma, dove viene acquistata da un investitore qualificato tramite un sistema di negoziazione ad asta competitiva. Il prezzo di vendita è il risultato finale dei rilanci delle offerte proposte dagli investitori partecipanti.

Come avviene in ogni asta al rialzo, le offerte degli investitori partono da un prezzo minimo di vendita definito dall’azienda: colui che offre un prezzo maggiore, si aggiudica il credito. Grazie a questo meccanismo l’impresa può incassare il miglior prezzo negoziabile, e ottiene uno sconto decrescente sul totale della fattura incassando un corrispettivo più alto.

Entro due giorni dalla vendita l’impresa che ha ceduto la fattura riceve un acconto pari al 90% del valore nominale del credito, mentre il saldo restante, dato dalla differenza tra il prezzo di aggiudicazione e l’acconto, viene corrisposto quando l’azienda debitrice paga l’investitore che ha acquistato la fattura.

Quali sono i vantaggi per l’impresa che cede le proprie fatture su CashMe, rispetto al ricorso ai prestiti bancari o alla cessione fatture tradizionale?

Per prima cosa, il tasso in base al quale viene calcolato lo sconto sul credito non dipende dal rating dell’azienda cedente, come accade nel mondo bancario, ma soprattutto dal merito creditizio dei suoi clienti.

Poi c’è l’elemento della trasparenza: il costo è chiaro sin da subito e non esistono commissioni nascoste o penali aggiuntive. L’unico costo è rappresentato dallo sconto richiesto dall’investitore e dalla fee di CashMe.

CashMe è anche veloce e flessibile: è possibile infatti scontare anche singole fatture, non esistono limiti contrattuali che vincolano nel lungo periodo e non è necessario cedere interi rapporti commerciali.

Infine alle imprese non sono richieste garanzie, ipoteche o fidejussioni di alcun genere: hanno libero accesso alla piattaforma tutte le società di capitali che abbiano depositato almeno un bilancio e che abbiano un fatturato di almeno 1,5 milioni di Euro l’anno.

 

About the Author

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato