Fattura elettronica e imprese: a che punto siamo

Fattura elettronica e imprese: a che punto siamo

Si avvicina l’introduzione dell’obbligo di fattura elettronica tra privati: diamo uno sguardo alle ultime novità normative e ai dati sulla diffusione tra le imprese.

La fattura elettronica oggi è già obbligatoria per le imprese che devono vantare credito verso la Pubblica Amministrazione, a cui vengono inviate tramite il portale del Sistema di interscambio dedicato dell’Agenzia delle Entrate, ma è sempre più vicina la data in cui diventerà obbligatoria anche nel B2B: il governo, con l’ultima Legge di Bilancio, ha fissato la data al 1 gennaio 2019.

La possibilità di ricorrere volontariamente alla fatturazione elettronica – nota in inglese come e-invoicing –  tra imprese è già attiva da un anno, sempre tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate.

Vediamo in dettaglio quanto previsto dalla manovra di Bilancio: dal 1 luglio 2018 la fattura elettronica sarà obbligatoria per le operazioni relative alle cessioni di benzina, o gasolio per motori, e per le prestazioni di subappaltatori nel quadro di un contratto di appalti pubblici; esattamente cinque mesi dopo l’obbligo sarà quindi steso a tutte le transazioni private.  La misura è stata fortemente voluta dal ministro dell’Economia Padoan come metodo di contrasto all’evasione fiscale.

Per agevolare la transizione è  stata prevista la riduzione di due anni dei termini di accertamento ordinario per i contribuenti che garantiscono la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati oltre i 500 Euro e il varo di un servizio di assistenza online dell’Agenzia delle Entrate che metterà a disposizione dei contribuenti in regime di contabilità semplificata le bozze di dichiarazione IVA e REDDITI, i prospetti di liquidazione periodica dell’IVA e i Modelli F24 precompilati, con eliminazione dell’obbligo di tenuta dei registri IVA acquisti e vendite.

Un’idea dei volumi relativi al fenomeno ci arriva sempre dall’Agenzia delle Entrate, che ha diffuso i dati relativi al ricorso della fatturazione elettronica da parte delle imprese verso la Pubblica Amministrazione: da gennaio a ottobre sono stati circa 23,5 milioni i file passati attraverso il Sistema di interscambio e diretti verso le compagini statali, riguardando nell’85,3% dei casi le PA locali. La Regione che ha prodotto il maggior numero di file è stata la Lombardia, con 3,3 milioni. Si tratta di un deciso aumento rispetto agli anni precedenti, considerando che tra giugno 2014 e dicembre 2016, il numero di fatture gestite online dalle pubbliche amministrazioni si aggirava intorno ai 55 milioni.

Il numero di file fattura inoltrati alle Pa da gennaio a ottobre 2017 suddiviso per Regioni. Fonte grafico: ilsole24ore.com

La fatturazione elettronica, aldilà dell’obbligo normativo in arrivo, offre concreti vantaggi alle imprese in termini di risparmio: secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano, il beneficio del passaggio dal processo cartaceo alla fatturazione elettronica si assesta tra i 7,5 e gli 11,5 Euro a fattura per organizzazioni che producono o ricevono un volume di fatture superiore alle 3.000 all’anno.

L’e-invoicing permette anche di superare la stretta creditizia bancaria che continua ad affliggere le imprese, in particolare le PMI, cedendo il credito vantato tramite le fatture non scadute sulla piattaforma di invoice trading di CashMe. Un metodo semplice, trasparente e conveniente per proteggersi dai ritardi nei pagamenti e reperire la liquidità necessaria a investire per crescere e a mantenere la stabilità finanziaria.

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