Il factoring in Italia: come funziona la cessione del credito nel nostro Paese

Il factoring in Italia: come funziona la cessione del credito nel nostro Paese

La cessione dei crediti tramite factoring consente alle PMI di accedere a liquidità immediata senza passare dalle banche: anche in Italia il settore cresce con diverse formule, tra cui l’invoice trading.

Per factoring si intende la cessione da parte delle imprese dei propri crediti commerciali, presenti e futuri, a banche o società specializzate che si incaricano di gestirli, amministrarli e quindi incassarli, anticipando parte della somma all’impresa creditrice. Un’operazione che può avvenire secondo le diverse modalità del factoring pro soluto o factoring pro solvendo, a seconda del soggetto su cui ricade il rischio di mancato pagamento.

Il factoring offre diversi vantaggi all’impresa: in primo luogo consente di normalizzare e controllare i flussi di cassa, scongiurando così anche il rischio di eventuali ritardi e permettendo l’accesso ad una fonte di liquidità immediata. Inoltre la gestione di tutto il processo da parte della società specializzata permette all’imprenditore di concentrarsi sulla propria attività produttiva, liberandolo dagli impegni amministrativi.

Il factoring pro soluto sta consentendo a molte PMI di trovare liquidità per la gestione del circolante, in un periodo storico dove gli istituti di credito continuano a contrarre le erogazioni di prestiti e pongono condizioni stringenti per l’accesso al credito. Secondo una recente ricerca della Banca europea per gli investimenti, infatti, oltre il 9% delle imprese italiane ha difficoltà a ottenere finanziamenti: una cifra quasi doppia rispetto alla media europea del 5%.

Le principali classi di prodotto sul mercato del factoring. Fonte: Assifact

Nel nostro Paese il factoring, in particolare pro soluto, gode quindi di una popolarità crescente e sta conoscendo ritmi di crescita importanti: il mercato italiano ha chiuso il 2016 con un volume d’affari complessivo di oltre 200 miliardi di Euro, in crescita del 9,53% rispetto all’anno precedente, come ha reso noto l’associazione di settore Assifact.

A livello normativo, in Italia il factoring è regolato dagli articoli dal 1260 al 1267 del Codice Civile e soprattutto dalla Legge 52 del 21 febbraio 1991, che integra le disposizioni del Codice nel proprio disciplinare, regolando gli aspetti del contratto tra l’impresa e il factor, ovvero la società specializzata che acquisisce i crediti.

In base alla regolamentazione, il soggetto cedente deve essere un imprenditore mentre i crediti ceduti possono derivare esclusivamente da contratti stipulati nell’esercizio dell’attività dell’impresa stessa. La legge regola inoltra la possibilità di cedere o meno i crediti futuri e la loro eventuale cessione in massa, sempre molto diffusa.

Nell’ambito dell’anticipo dei crediti per la gestione della liquidità aziendale si inserisce anche l’attività di invoice trading, ovvero la cessione dei crediti commerciali tramite la vendita delle fatture a investitori qualificati grazie a piattaforme digitali dedicate, come quella di CashMe. L’invoice trading offre ancora più vantaggi alle imprese rispetto al factoring tradizionale: grazie al meccanismo di asta competitiva, all’imprenditore viene corrisposto il miglior prezzo possibile per la sua fattura, con un costo chiaro sin dall’inizio e senza commissioni nascoste. Inoltre, non vi sono limiti contrattuali che vincolano la cessione dei crediti in blocco né limiti al valore anticipabile.

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